L'assassino che è in me

di Jim Thompson

L

L'assassino che è in me

di Jim Thompson

Per sondare gli abissi della psiche di un assassino serve un valente strizzacervelli? Macché, basta cercarne le radici in una sonnolenta cittadina del Texas, dove il vicesceriffo locale, l’insondabile Lou Ford, sente che sta riprendendo vigore nel suo intimo la malattia, una follia incontrollabile che sfocia in reazioni inconsulte. Incaricato di cacciare dai confini urbani una sciantosa che adesca clienti, tra cui il figlio del ricco petroliere del luogo, finisce per seminare una lunga scia di violenza dietro di sé, tappando una falla da una parte e aprendone una nuova da un’altra. Malefatte che è lo stesso protagonista a raccontare al lettore, in una sorta di confessione fiume, in tempo reale, come se non fosse Jim Thompson bensì Lou Ford stesso a prenderlo per mano e a trascinarlo nell’insensato vortice della sua violenza cieca. Scritto nel 1952, in una fase di sfrenato boom petrolifero, L’assassino che è in me è una delle opere più straordinarie di Jim Thompson e viene universalmente collocato tra i classici dell’hard boiled come pure del romanzo di provincia americano. Non a caso Hollywood, che ha sempre saccheggiato la produzione letteraria di Thompson, nel 2010 ne ha tratto l’omonima, fortunata pellicola, con un incredibile Casey Affleck nel ruolo dell’antieroe Lou Ford, per la regia di Michael Winterbottom.
Read