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Sfida a fior di pelle

di CHARLENE SANDS

Lavorare con un vecchio nemico - diventato nel frattempo un rubacuori multimilionario - potrebbe costare molto caro a un’ex ragazza acqua e sapone. Ma per Lisa Mills ottenere quel grande progetto è il sogno di una vita e soprattutto la svolta definitiva della sua carriera. Peccato che, quando si presenta al colloquio, è Matt Sullivan ad aprirle la porta. Fortunatamente lui sembra non riconoscerla anche perché è diventata una bella donna in carriera. ma è solo questione di tempo: che cosa risponderà quando Matt le chiederà un appuntamento?

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Quante erano le probabilità che Matthew "Maverick" Sullivan si rifacesse vivo per tormetarla di nuovo? Poche. Pochissime. Nulle. Eppure eccolo lì nella villa superstar Moonlight Beach di Dylan McKay... e Lisa Mills non poteva credere ai suoi occhi.

E così Matthew non era veramente morto, anche se per lei lo era… Certo, per essere un cadavere, era terribilmente bello; più bello di come lo ricordava dai tempi del liceo. Le spalle solide, gli occhi di un intenso blu ora ancora più profondo, se possibile, e forse anche più alto di prima.

"Grazie, Joanna," disse alla domestica che aveva accompagnato Lisa nello studio. "Quindi tu saresti l'artista?" chiese rivolgendosi a lei.

Non l'aveva riconosciuta. Non molte altre persone del liceo l’avrebbero riconosciuta, del resto. A quei tempi era nota come "Cookie" McDonald. Una ragazza timida e spesso vittima di bullismo. Nessuno poteva riconoscerla, tanto meno il suo ex compagno di classe - superfigo, ora diventato una star del cinema - Matt Sullivan.

"Sono Lisa Mills della Beanstalk Designs. Ho un appuntamento con il signor McKay."

"Certo" replicò lui strofinandosi il mento. Il suo sguardo si soffermò pigramente sul suo corpo snello, partendo dai capelli biondi ondulati, indugiando sull’abito in denim e poi scivolando sulle gambe per arrivare infine ai suoi stivali in pelle. Beanstalk era la sua creatura e lei doveva presentarsi come una donna in carriera, attenta alla moda e intelligente. Questa commissione di Dylan McKay avrebbe potuto essere la svolta della sua carriera. "Non sapevo che avresti iniziato così presto."

"Il signor McKay voleva che cominciassi il primo del mese" lo informò asciutta.

Era lui a supervisionare il progetto? si chiese Lisa. Quando Dylan McKay le aveva offerto il lavoro, le aveva detto che avrebbe seguito il progetto dall'estero, ma che il suo amico e braccio destro avrebbe supervisionato il tutto. Dylan non le aveva precisato chi fosse quell’amico e collaboratore. In quel momento, non sembrava importante e lei nemmeno glielo aveva chiesto. Accidenti, il destino era veramente così crudele?

"Be', in effetti è il primo del mese" commentò lui sfoderando un sorriso assassino che le ricordava quanto l’età potesse migliorare il fascino di certe persone. Trent'anni... il ragazzo d'oro del liceo era diventato un uomo... alcune persone sembravano avere tutte le fortune. "Vieni. Sembra che io sia la persona che deve mostrarti tutto. Mi chiamo Matt."

Le tese la mano, e subito quel tocco le parve surreale. Aveva fatto sogni a occhi aperti e non aveva dormito di notte per Maverick Sullivan, lo stesso uomo che ora le aveva stretto la mano. Un brivido le percorse la schiena mentre il cuore le scoppiava in petto.

"Ciao, Matt” mormorò timidamente.

"Lisa, giusto?".

Lei annuì. Da lui e da tutti i ragazzi della Chesapeake High School, era conosciuta come una ragazza grassa e bruttina, Cookie McDonald. Non era brillante, non era nemmeno cicciottella ma con un bel volto. Il soprannome le era stato dato dal padre, ma dopo la sua morte si era ripromessa che nessuno più l’avrebbe potuta più chiamare così. Per una ragazza minuta, quei chili di troppo erano stati un vero tormento.

"Allora, Lisa della Beanstalk Designs, da dove vorresti iniziare?"

"È stato il signor McKay a scrivermi che avrebbe preferito si cominciasse dalla sua camera da letto".

Gli occhi Matthew Sullivan si illuminarono, divertiti. "Sì, è molto da Dylan".

Dylan aveva la reputazione di essere un Casanova, con le donne, tuttavia era gentile e professionale: l'aveva messa a suo agio fin da subito.

"Sono ansiosa di iniziare" esclamò lei sincera. "Anche perchè questo progetto potrebbe richiedere molto tempo".

Matthew sorrise. "Okay, ti mostrerò la sua stanza. Devo ricordarmi di ringraziare Dylan", aggiunse infine, il tono chiaramente malizioso.

"Per che cosa?"

"Sta rendendo il mio soggiorno qui molto più interessante del previsto".

Lisa gli sorrise. Povero Matt. L’ex quarterback, stella del liceo, non aveva idea di aver già gettato la palla.

Anni fa.

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