Con il cuore a brandelli


Intervista a Giorgia Goldini a proposito di Mai stata meglio di Monica Heisey

La fine di una relazione, un mondo da ricostruire: ti sei mai trovata in una situazione simile a quella di Maggie, la protagonista di Mai stata meglio?

Be’ si, anche io vanto una discreta collezione di esperienze sentimentali devastanti, alcune delle quali con persone che non avevano capito che stavamo insieme. Altre con certi tizi che non si meritano nemmeno che si parli male di loro. Ecco, non voglio dire più niente al riguardo, come se non esistessero, non si meritano nemmeno più una par… basta!
Ce n’è stato uno che (ci siamo frequentati tre settimane e a un certo punto mi ha pure detto che probabilmente si stava innamorando) si era dimenticato di dirmi che aveva una fidanzata, ma effettivamente poverino, soffriva così tanto perché lei era a fare una vacanza studio a Londra. Poverina pure lei. Ma pure io però. (Forse avrei dovuto chiedergli di chi si stava innamorando)

E poi ho avuto una bella relazione, che è durata alcuni anni. E io ero così felice. Ma evidentemente solo io ero felice. Perché un giorno lui mi ha mollata così, all’improvviso e poi è sparito. 

E io ho sofferto così tanto che credevo non sarei mai più stata in grado di riemergere da quell’abisso oscuro senza senso e senza respiro. Ma sappiamo come vanno queste cose, quando le vivi pensi sempre che così tanto non hai mai sofferto. E la volta dopo pensi che la volta prima avevi sofferto meno e avanti così. 

In generale devo dire che ho sofferto molto sì, ma ho sempre resistito anche grazie agli incoraggiamenti di mia nonna che mi è sempre stata molto vicina e mi diceva spesso: “Tu devi esser felice se stai soffrendo perché chi soffre alla fine viene premiato”.

Rimane da capire premiato da chi. Ma non ho mai potuto avere la risposta perché ogni volta che provavo a chiederglielo lei mi diceva: “Eh, per avere il premio però devi soffrire in silenzio, senza fare tante domande”.  

Se sì, come ne sei venuta fuori?

Un giorno, con il cuore a brandelli, ho deciso di fare un corso di rammendo creativo e mentre ero lì mi sono guardata e mi sono chiesta se, in qualche maniera, il fatto che nella mia vita ci fossero solo relazioni di questo tipo avesse anche a che fare con me. Se dipendesse forse da me. La risposta ovviamente era no. Comunque, ho deciso di fare un lavoro molto profondo per andare a vedere e affrontare tutta una serie di cose che non mi piacevano e mi facevano soffrire di me e della mia vita, come ad esempio me e la mia vita. È stato un percorso molto vario che comprende tutto quello che potete immaginare tra la psicoterapia e la costruzione del tamburo sciamanico nuda nel bosco dopo aver mangiato strane bacche a forma di merde di animali selvatici. 

E non so se sia dipeso totalmente dalla cristalloterapia o anche un po’ dai fiori himalayani però a un certo punto nel mio cuore qualcosa è cambiato.

Qual è il passaggio di Mai stata meglio che ti ha fatto ridere di più?
Ho trovato molto comiche, nella loro tragicità, le ricerche con Google.
Ma non voglio spoilerare troppo.

E quello che ti ha intristita?

Mi sono  rivista in tanti passaggi del libro, mi sono ritrovata tante volte a ripensare a me spaesata, in giro per casa a vagare senza pace, in pigiama con la maschera per il viso rigata di lacrime, a scrivere lunghissimi, infiniti, assurdi messaggi che a leggerli poi, il giorno dopo, con la mente lucida ti vorresti sotterrare. E ricordarmi di quella me in quei momenti della vita mi ha abbastanza devastata. 

Ma fortunatamente ne sono fuori. 

Per ora. E speriamo che duri. Porcaputtana. Adesso che l’ho detto, me la sono mandata??

Cosa diresti a Maggie?

“Tu devi esser felice se stai soffrendo perché chi soffre alla fine viene premiato”.