Hai presente l’odore del circo?

    Atlante degli odori ritrovati di Roberta Deiana è un testo sensoriale, un catalogo, un atlante per orientarci nel mondo degli odori: per ciascun odore, l’autrice ha spiegato cos’è a causarlo, costruendo una specie di alfabeto olfattivo.


    L’olfatto è un senso misterioso: ci mette in collegamento con il mondo, ci permette di scoprirlo (è il senso con cui, da neonati, entriamo per la prima volta in contatto con ciò che è fuori di noi), di riconoscerne i pericoli (l’odore di gas, per esempio, ci mette in allerta). Ci permette di rievocare momenti della nostra vita ma contemporaneamente ci risulta difficile da ricordare: se ora vi concentraste, riuscireste a richiamare alla memoria, ricostruire nella vostra mente, l’odore della pasta al forno?

    È possibile allora creare un atlante degli odori, e provare a descriverli, a collezionarli? Ecco a voi tre odori diversissimi tra loro, e i profumi che hanno provato a replicarli.

    L’odore del circo

    L’odore del circo ci catapulta nel mezzo della nostra infanzia. Più che un odore singolo, è un panorama olfattivo complesso, che racchiude in sé odori diversi: panche di legno, segatura, sudore, plastica dei tendoni e poi popcorn, zucchero filato, mele caramellate.

    Sembrerebbe impossibile riprodurre un odore così sfaccettato, eppure il naso Olivia Giacometti ci è riuscita: per la maison francese L’Artisan Parfumeur ha creato Dzing!, un eau de toilette che prende il nome dal rumore dei piatti d’ottone battuti dai clown. Un profumo complesso, considerato un capolavoro dagli esperti del settore.

    L’odore del rossetto

    Quella con il rossetto è un’esperienza sensoriale tripla: visiva, tattile e olfattiva. È anche un’esperienza molto diversa a seconda che sia vissuta da chi lo indossa e chi invece lo guarda. La formulazione di ciascun rossetto cambia a seconda del brand, ma si caratterizza comunque per una base di cera, a cui si aggiunge una profumazione che va a sovrascriversi a queste sostanze. Il rossetto è un odore che associamo sia alla seduzione che all’età adulta: il naso Ralf Schwieger ha ricreato con Lipstick Rose per Editions de Parfums Fréd- éric Malle il ricordo dell’odore di sua madre che usciva di casa con un velo di rossetto rosa, mentre Nathalie Feisthauer si è concentrata sull’aspetto ammaliatore del rossetto per il suo Putain des Palaces, di Etat Libre d’Orange.

    L’odore della terra dopo la pioggia

    Un odore umido e sacro, che mescola vita, morte, radici, rocce, terra. L’odore della terra dopo la pioggia prende il nome di petricore da uno studio condotto negli anni Sessanta da due ricercatori australiani. Il petricore è dovuto a un olio essenziale, la cui funzione è quella di bloccare la crescita delle radici e impedire che i semi germoglino nei periodi di siccità. L’odore della terra dopo la pioggia è uno dei più amati, nonché uno degli odori a cui il nostro naso è più sensibile. Per questo ha ispirato molti profumieri: a Kannauj, la capitale della profumeria indiana, nell’Ut- tar Pradesh (India settentrionale), si produce il Mitti Attar, “il profumo della terra”, un olio profumato che ricorda il petricore.